Mitigazione del rischio idrogeologico

Interventi di mitigazione del rischio idrogeologico

Codda Ingegneria, con sede a Lavagna ma operativo nel Tigullio e in tutta la provincia di Genova, realizza interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, ovvero volti alla regimentazione delle acque ed alla definizione di un insieme di opere di sostegno, consolidamento e presidio del territorio.

Nella maggior parte dei casi, lo studio progetta questo tipo di interventi in seguito a eventi che evidenziano particolari criticità del territorio, oppure per riqualificare le aree già individuate e segnalate come a rischio (e. zone alluvionali, aree in frana, ecc…).

Difesa del suolo, protezione del territorio e bonifica idraulica

Lo studio svolge servizi di ingegneria civile idraulica per interventi finalizzati al contenimento e alla mitigazione degli effetti delle piene dei corsi d’acqua e delle mareggiate; per la realizzazione o l’adeguamento di costruzioni idrauliche, manufatti e opere in terra (rilevati, arginature, …).

Messa in sicurezza di dissesti gravitativi di versante. Sistemazione di fiumi, torrenti ed in generale delle reti di deflusso e di bonifica idraulica.

Studi idrologici, idraulici e pianificazione territoriale, Piani delle acque

Codda Ingegneria è specializzata in studi idrologici ed idraulici finalizzati all’analisi e alla risoluzione delle criticità; pianificazione idraulica territoriale su base GIS e programmazione degli interventi per la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico; redazione e/o aggiornamento dei Piani comunali delle Acque.

DISSESTO IDROGEOLOGICO

L’Italia è un paese geologicamente molto recente. Da questa giovinezza deriva la particolare dinamicità del suo territorio e i conseguenti rischi: eventi sismici, frane, erosioni dei versanti ed erosione costiera.

Quando si parla di Rischi del Territorio, si vuole intendere la probabilità che si verifichi una potenziale situazione di pericolosità che derivi da fenomeni naturali o dall’attività dell’uomo. Tali pericoli potrebbero diventare delle emergenze e causare effetti dannosi sulla popolazione, sugli insediamenti abitativi e produttivi, sulle infrastrutture di trasporto e di servizio.

Nell’ambito dei rischi che caratterizzano il nostro Paese, il rischio idrogeologico è tra quelli che comporta un maggior impatto sociale ed economico, secondo solo a quello sismico.

Il dissesto idrogeologico è stato definito per la prima volta come l’insieme di “quei processi che vanno dalle erosioni contenute e lente alle forme più consistenti della degradazione superficiale e sottosuperficiale dei versanti fino alle forme imponenti e gravi delle frane” (Commissione De Marchi, 1970).

In modo più generale e secondo una concezione più moderna del termine esso può essere inteso come “qualsiasi situazione di squilibrio o di equilibrio instabile del suolo, del sottosuolo o di entrambi”, ovvero “l’insieme di quei fenomeni connessi al rovinoso defluire delle acque libere in superficie e all’interno del suolo, producendo effetti che possono portare alla perdita di vite umane, ad alterazioni delle attività e delle opere dell’uomo e dell’ambiente fisico”.

I fenomeni di dissesto idrogeologico sono fenomeni naturali che possono avvenire per cause strutturali (geomorfologiche) oppure per cause occasionali, che determinano in un dato momento l’alterazione degli equilibri esistenti.
L’antropizzazione e la costruzione di nuove infrastrutture oltre a mutare l’assetto del territorio, accrescendo la possibilità che si verifichino dissesti, hanno determinato una maggiore esposizione di persone e beni al rischio idrogeologico.
Il rischio idrogeologico è espresso da una formula che lega pericolosità, vulnerabilità e valore esposto:

  • la pericolosità (P) è la probabilità che un fenomeno di una determinata intensità si verifichi in un dato periodo di tempo (tempo di ritorno) ed in una data area;
  • la vulnerabilità (W) indica l’attitudine di un determinata “componente ambientale”, come la densità della popolazione, gli edifici, i servizi, le infrastrutture, etc,.a sopportare gli effetti dell’intensità di un dato evento.
  • il valore esposto (E) o esposizione indica l’elemento che deve sopportare l’evento e può essere espresso o dal numero di presenze umane o dal valore delle risorse naturali ed economiche presenti, esposte ad un determinato pericolo.

Il rischio esprime quindi il numero atteso di perdite di vite umane, di feriti, di danni a proprietà, di distruzione di attività economiche o di risorse naturali, dovuti ad un particolare evento dannoso. In termini generali il rischio R è “una valutazione del danno legato a fenomeni di pericolo a cui è associata una forte componente di aleatorietà” (CNR-GNDCI, 1995):

R = P ∙ D

dove D è il danno conseguente all’evento. Esprimendo il danno D in termini di vulnerabilità W, e di valore esposto E, è possibile definire il rischio come:

R = P ∙ W ∙ E

La vulnerabilità degli elementi a rischio è legata, oltre che alla capacità degli stessi di sopportare le sollecitazioni esercitate dall’evento, anche all’intensità dell’evento stesso.

Il rischio idrogeologico comprende due categorie principali:

  • il rischio geomorfologico o rischio da frana;
  • il rischio idraulico o rischio da alluvione.

RISCHIO IDRAULICO

Il rischio idraulico (le alluvioni) comprende le esondazioni, che si verificano quando un corso d’acqua, arricchitosi con una portata superiore a quella normalmente contenuta in alveo a causa di avverse condizioni atmosferiche (piogge torrenziali e persistenti), supera o rompe gli argini e invade il territorio circostante, arrecando danni alle infrastrutture presenti, quali edifici, insediamenti industriali, vie di comunicazione, o alle zone agricole.

Le alluvioni sono fenomeni naturali, tuttavia tra le cause dell’aumento della loro frequenza ci sono l’elevata antropizzazione e la mancanza di un efficace assetto territoriale che non prevede zone di “esondazione libera”. Inoltre la diffusa impermeabilizzazione del territorio, impedendo l’infiltrazione della pioggia nel terreno aumenta i quantitativi e le velocità dell’acqua che defluisce verso i fiumi. La mancata pulizia di questi ultimi e la presenza di detriti o di vegetazione che rendono meno agevole l’ordinario deflusso dell’acqua sono un’altra causa importante.

È possibile ridurre i rischi di conseguenze negative derivanti dalle alluvioni sia attraverso interventi strutturali quali argini, invasi di ritenuta, canali scolmatori, sia attraverso interventi non strutturali, come quelli per la gestione del territorio o la gestione delle emergenze: in quest’ultimo caso, sono fondamentali la predisposizione del sistema di allertamento, la stesura dei piani di emergenza, la realizzazione di un efficiente sistema di coordinamento delle attività previste nei piani stessi.

Al fine di prevenire e ridurre il rischio idrogeologico sono stati emanati in tempi recenti diversi provvedimenti normativi. La legge 183/89 “Norme per il riassetto organizzativo della difesa del suolo” rappresenta certamente l’atto legislativo più significativo in tal senso.
Non di minore importanza sono, inoltre, la L. 267/98 “Misure urgenti per la prevenzione del rischio idrogeologico ed a favore delle zone colpite da disastri franosi nella regione Campania” (legge Sarno) e la L. 365/2000 “Interventi urgenti per le aree a rischio idrogeologico molto elevato e in materia di protezione civile, nonché a favore di zone colpite da calamità naturali” (legge Soverato).
La necessità di fronteggiare il rischio idrogeologico anche attraverso l’unificazione delle procedure di allertamento e la gestione integrata del sistema di monitoraggio ha portato alla progettazione e realizzazione della Rete dei Centri Funzionali (O.M. 3134/2001).

La successiva Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004 ha introdotto gli indirizzi operativi per la gestione dell’allertamento per il rischio idrogeologico ai fini di protezione civile.

Gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico sono quindi strettamente connessi ai dissesti del terreno. Codda Ingegneria li effettua mediante azioni finalizzate alla moderazione o alla riduzione di perdite e di danni con il controllo del processo, o della protezione, degli elementi esposti riducendone la vulnerabilità.

CODDA INGEGNERIA

Mitigazione del rischio idrogeologico: i lavori eseguiti

Lo studio Codda Ingegneria ha svolto numerosi interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico o per la riqualificazione di un’area particolarmente esposta realizzando diverse strutture di sostegno e di consolidamento per versanti, tra cui:

  • Progetto di mitigazione del rischio su bacini primari e secondari
  • Progetto per la riperimetrazione di zona alluvionali con relative opere di difesa e mitigazione del rischio
  • Progetto per la messa in sicurezza di torrenti in diversi contesti
  • Studi per il consolidamento di versanti instabili
  • Progettazione di opere volte alla stabilizzazione di aree in frana attiva

Per avere maggiori informazioni e richiedere preventivi circa gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico e altri servizi è possibile contattare Codda Ingegneria al numero 0185 393358 o compilare il form sottostante.

PER INFORMAZIONI E PREVENTIVI GRATUITI

Codda Ingegneria di Matteo Codda
via Giacomo Matteotti 21/4, 16033 Lavagna GE

Tel. 0185 393358
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